Milano insolita: ecco 6 case particolari da vedere

Le case strane di Milano

Ci sono tanti modi per scoprire una città ma per chi non ama soffermarsi unicamente sui principali punti di interesse allora si apre proprio un mondo e questo è valido in qualsiasi posto, Milano compresa. La città meneghina non è soltanto Duomo, Brera e Navigli anzi, proprio lontano dal caos cittadino esprime il meglio di sé mostrandosi in molteplici volti che il più delle volte sono del tutto inaspettati per buona parte delle persone che la visitano. Esistono varie opzioni per scoprire una Milano insolita ma oggi vi raccontiamo un itinerario che abbiamo costruito e sperimentato in prima persona per visitare le 6 case più particolari della città.

Solitamente le nostre passeggiate sono rigorosamente a piedi, ma in questo caso, per riuscire a vederle tutte nel giro di un paio di ore è necessario muoversi in auto perché si tratta di attraversare l’intera città. Pronti quindi a scoprire le 6 case particolari da vedere a Milano?

Itinerario alla scoperta di una Milano insolita e segreta

La casa delle fate in zona San Siro

In pochi sanno che in zona San Siro, in Via degli Odescalchi 3, si può ammirare una casa stupenda e così insolita da non sembrare di essere a Milano. Non a caso è stata ribattezzata come la “Casa delle fate” ed è facile intuirne il motivo. Lasciate alle spalle le trafficate strade del quartiere ed entrando in Via degli Odescalchi sembra di essere in un’altra dimensione e anche in un’altra nazione considerando che la Casa delle fate assomiglia molto di più ai castelli del Nord Europa che all’architettura milanese. Eppure a questo aspetto così fiabesco corrisponde un passato inaspettato: si vocifera infatti che un tempo fosse una casa di appuntamenti, ben nota in zona per un’iconica piscina a forma di cuore!

Le case igloo di Via Lepanto

Chi l’avrebbe mai detto, eppure passeggiando per Milano è possibile imbattersi in una serie di case igloo! Sembra incredibile ma sono le vere protagoniste di Via Lepanto: curate nei minimi dettagli e con piccoli giardini fioriti sono diventate una vera e propria attrazione in zona. Al punto tale che alcuni hanno dovuto ricorrere ai ripari e proteggersi dagli obiettivi delle macchine fotografiche con appositi teli per evitare continui sguardi indiscreti.

Le case igloo risalgono al secondo dopoguerra e furono costruite come abitazioni provvisorie per gli sfollati. Ideate dall’ingegnere Mario Cavallè che a sua volta si era ispirato ad una tecnica costruttiva americana, inizialmente erano dodici, di cui oggi ne restano otto, ma solo due hanno mantenuto nel tempo la suddivisione originaria degli spazi interni.

La casa in stile olandese di Milano: la Casa 770 di Via Poerio

Sembra un palazzo tipico olandese di quelli che si incontrano tra le vie di Amsterdam, eppure la Casa 770 di Via Poerio ha ben altre origini.

Al civico 35 è quasi impossibile non notare questo edificio a due piani caratterizzato da una facciata di mattoni e tre guglie, completamente diverso rispetto a quelli circostanti. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la Casa 770 non ha origini olandesi ma è in realtà la riproduzione dell’omonimo edificio che si trova a Brooklyn e che fu acquistato durante gli anni Quaranta del secolo scorso dalla dinastia di ebrei ortodossi Lubavitcher come dimora per il rabbino Yoseph Yitzchok Schneerson in fuga dalle persecuzioni naziste. Nel tempo la Casa 770 di Brooklyn è diventata un simbolo particolarmente caro alla comunità ebraica e per questo motivo ne sono state realizzate delle copie identiche in giro per il mondo. Oltre che a Milano è possibile incontrarle anche in Canada, in Brasile, in Argentina e in Australia solo per citarne alcune.

Le case colorate di Milano: il villaggio operaio di Via Lincoln

Quella che in città è conosciuta come la “Burano milanese” è diventata negli anni una vera e propria attrazione: parliamo delle casette colorate di Milano, ovvero il villaggio operaio di Via Lincoln. Quei colori così vivaci che si nascondono inaspettatamente tra piazza Cinque Giornate e piazza Tricolore hanno anche in questo caso un’origine diversa da quella che si può immaginare: le case colorate di Via Lincoln risalgono alla fine dell’Ottocento e furono costruite non di certo per ragioni estetiche bensì per assicurare una dimora a prezzi accessibili ai lavoratori dell’area di Porta Vittoria. Negli anni le tonalità pastello delle abitazioni sono diventate via via più accese (e i prezzi del mercato immobiliare notevolmente lievitati) e in primavera con le numerose fioriture dei giardini circostanti Via Lincoln diventa un vero e proprio tripudio di colori.

Le case Tudor: un angolo di Inghilterra e Germania in zona Navigli

Facendo una passeggiata in zona Navigli fuori dai soliti percorsi ci si può imbattere in due abitazioni davvero singolari e dall’architettura decisamente poco italiana. Parliamo delle cosiddette Case Tudor che svettano in Via Giambologna e che ricordano le case a graticcio del Nord Europa. Una bianca e l’altra gialla sono diventate un’attrazione della zona ma le origini sono piuttosto incerte. Due in particolar modo sono le leggende legate a queste singolari abitazioni: la prima racconta la storia di una dama inglese che trasferitasi a Milano e nostalgica delle architetture tipiche della sua terra aveva fatto ricreare un edificio simile a quelli tipicamente inglesi sul territorio meneghino per sentirsi più vicina a casa. Una seconda leggenda legherebbe invece le origini delle Case Tudor alla Germania ed in particolare ad una coppia tedesca che aveva voluto ricreare a Milano un angolo di casa dalle fattezze tipiche della Baviera. É difficile stabilire precisamente l’origine delle Case Tudor, anche se questa seconda leggenda sembrerebbe essere quella più vicina alla realtà ma una cosa è certa: se vi piace scoprire architetture insolite in giro per Milano allora non potete perdervi una visita qui.

La casa murales del quartiere Ortica

Per gli amanti della street art il quartiere Ortica di Milano è una vera e propria istituzione. Sulle pareti dei palazzi, sulle mura di ponti, passaggi e cavalcavia ovunque è possibile ammirare dei coloratissimi murales che raccontano la storia di uno dei quartieri più antichi e in trasformazione di Milano. Da borgo contadino (dal quale deriva anche l’origine del nome) a polo industriale Ortica ha cambiato faccia più volte, ma con l’obiettivo di preservare nel tempo la sua storia è nato il progetto Or.Me (Ortica Memoria) che attraverso la street art urbana realizzata in collaborazione con il collettivo Orticanoodles e il patrocinio del Comune di Milano, mira a raccontare la vera identità del quartiere all’insegna dei principi della libertà, della legalità e delle tematiche sociali.

Divenuta un po’ il simbolo dell’intera zona è la coloratissima casa che dà il benvenuto ad Ortica: un grande murales ricopre l’intera facciata ed omaggia le origini agricole del quartiere.

Se questo itinerario alla scoperta di una Milano insolita vi è piaciuto, date un’occhiata anche alla sezione “Milano da scoprire” con tanti spunti per conoscere la città da nuove prospettive.

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