Nel mondo post-pandemico, il turismo sta cambiando pelle. Non si tratta più solo di visitare luoghi, ma di vivere esperienze autentiche, capaci di generare emozioni, connessioni e benessere. È questo il cuore pulsante del libro “Nuovo turismo culturale: Il marketing delle emozioni” di Elena Croci, edito da FrancoAngeli.
Professionista nel marketing culturale, docente all’Accademia di Brera e consulente per enti pubblici e privati, Elena Croci porta nel libro una visione multidisciplinare, arricchita da esperienze accademiche e militari. E voi starete pensando “in che senso militari?”. Ebbene sì, Elena Croci è anche Capitano dell’Esercito italiano e ha seguito diverse missioni in Afghanistan e Medio Oriente come specialista funzionale, approfondendo tematiche contemporanee come la memoria storica, l’identità e il concetto di società moderna, da cui sono emerse anche alcune pubblicazioni per il Ministero della Difesa.
Il suo approccio è tanto strategico quanto umano. Nel corso della lettura ho individuato in particolare alcuni punti che mi sono sembrati particolarmente interessanti rispetto al turismo che verrà e che vorrei condividere con voi.
Il nuovo viaggiatore: consapevole, empatico, sostenibile
Croci ci guida alla scoperta di un turista diverso da quello che conoscevamo: più attento ai valori, alla sostenibilità, alla qualità del tempo. Il viaggio non è più una pausa dalla routine, ma un momento di crescita personale, un’occasione per ritrovare sé stessi e il senso del vivere. Quanto questo nuovo approccio cambierà lo scenario turistico?
Emozioni e neuroscienze: il viaggio come esperienza trasformativa
Attraverso riferimenti alle neuroscienze, in particolare agli studi di Antonio Damasio, l’autrice spiega come le emozioni siano sempre più il motore pulsante delle scelte turistiche. Il marketing, quindi, non può più limitarsi a promuovere destinazioni: deve creare esperienze emozionali, capaci di lasciare un segno, e di differenziarsi nel mare magnum di un’offerta sempre più ampia e diversificata.
Cultura pop, storytelling e identità
Un altro punto forte del libro è la riflessione sulla cultura pop: tutto può essere cultura, dall’enogastronomia al tempo libero, se raccontato nel modo giusto. L’importante è come viene narrata l’esperienza.
Il turista diventa narratore e influencer, contribuendo alla promozione del territorio attraverso il proprio vissuto. Una nuova versione, dunque, dei famosi UGC, i contenuti generati dagli utenti che hanno rappresentato una delle prime pietre miliari della democratizzazione offerta dal web. Tutti possono condividere con semplicità la propria esperienza e gli strumenti a supporto non mancano di certo e sono sempre più alla portata di tutti.
Lo storytelling diventa uno strumento strategico per valorizzare anche le realtà meno conosciute, favorendo il turismo di prossimità che da sempre mi è tanto caro.
Una sfida per l’Italia
Croci lancia un appello al sistema turistico italiano: è tempo di rinnovare l’offerta culturale, renderla più accessibile, inclusiva e desiderabile. L’autrice segnala al contempo la scarsa mobilità sostenibile e propone nuovi format e reti per valorizzare il patrimonio culturale, anche quello “minore”.
Tempo verticale: il lusso del benessere
Infine, un concetto chiave del libro che ho sentito subito mio è il “tempo verticale”: un tempo profondo, qualitativo, che si integra nella vita quotidiana. Il viaggio non è più solo svago, ma parte integrante del benessere personale a 360°. Dal turismo “orizzontale” del solo vedere, al turismo “verticale”, capace di generare esperienze autentiche, emozionali e trasformative.
Perché leggere questo libro?
Concludendo, perché leggere questo libro? “Nuovo turismo culturale: Il marketing delle emozioni” è un testo fondamentale per chi lavora nel turismo, nella cultura, nel marketing territoriale. Ma è anche una lettura illuminante per chi ama viaggiare con consapevolezza e vuole capire come il turismo possa diventare esperienza, identità e trasformazione.
Io forse sono di parte, per cui chiedo a voi… Avete letto il libro? Vi ha ispirato? Ci sono spunti che vi sono sembrati particolarmente interessanti? Vi aspetto nei commenti!
Buona lettura!

