Chiara

Chiara

Digital PR & Social Media Specialist, nata a Napoli e residente a Milano. Viaggiatrice instancabile, Nikon lover, dipendente dal mare e terribilmente attratta dalle tecnologie e dai libri. "Conosco solo un modo per sentirmi veramente felice e quel modo è viaggiare"

Itinerari italiani

Cosa vedere all’Isola d’Elba: Borgo al Cotone

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Borgo al Cotone: un delizioso nucleo abitativo da non perdere all’Isola d’Elba

Se vi state chiedendo cosa vedere all’Isola d’Elba oltre alle sue migliori spiagge siete nel posto giusto!

L’Elba infatti non è soltanto mare e per quanto le sue incantevoli calette invitino a restare fino al tramonto ci sono tanti piccoli borghi che meritano assolutamente una visita. Uno di questi è senza dubbio il Borgo al Cotone a Marciana Marina.

Tra casette color pastello scrostate da sale e salsedine, fiori e dettagli dai continui richiami al mare, il Borgo al Cotone è il nucleo più antico di Marciana Marina e offre uno spaccato di vita isolana che nella sua semplicità non lascia indifferenti.

Panni stesi in strada, barchette in secca, lanterne scolorite dal sole e abitazioni che arrivano fin giù al mare in questo borgo che sembra la riproduzione perfetta di una cartolina tutta italiana di altri tempi.

Borgo al Cotone, uno dei borghi più belli dell'Isola d'Elba

La storia ci racconta che le origini di questo nucleo affondano le proprie radici nell’epoca etrusca, sfruttato come porticciolo dagli abitanti del vicino borgo di Poggio.

Addentrandovi tra i suoi tranquilli vicoletti vi sembrerà quasi di essere altrove rispetto alla vivacità del centro di Marciana Marina.

Un aspetto mi ha colpita particolarmente e cioè la presenza di numerosi dettagli decorativi disseminati praticamente ovunque e che rendono l’atmosfera magica: agli alberi noterete ad esempio delle minuscole lanterne bianche mentre alle porte delle casette troverete dei filari di conchiglie che muovendosi al vento regalano un suono rilassante.

Proprio nei pressi del porticciolo una casetta rossa dalle finestre azzurre ha inevitabilmente richiamato la nostra attenzione. Scendendo la scalinata che conduce al mare con una splendida cascata di coloratissime bouganville, se avrete cura di guardarvi intorno con attenzione noterete un dettaglio che magari ai più sfugge ma che a me ha raccontato più di ogni altra cosa l’anima del luogo: due lanterne scolorite dal sole e dalla salsedine delicatamente adagiate su nasse bianche e conchiglie. Elementi così semplici ma che più di ogni altra cosa raccontano con dolcezza l’essenza di un luogo la cui storia si intreccia a quella dei pescatori locali.

Cosa fare all'Isola d'Elba: una visita al Borgo al Cotone di Marciana Marina

Cosa vedere all'Elba: il borgo di Marciana Marina

Borgo al Cotone: l’origine del nome e le ipotesi più accreditate

A questo punto vi starete chiedendo perché si chiami “Borgo al Cotone”: l’origine è piuttosto incerta, ma su un aspetto tutti sembrano concordare ed è quello relativo all’origine etrusca. Non si sa con certezza però se derivi dal nome della famiglia Cothu che proprio lì aveva dei possedimenti terrieri o dal toponimo Coth(ū) relativo invece all’antico approdo d’origine etrusca.

In ogni caso se siete in cerca di un borgo da visitare all’Isola d’Elba per una bella passeggiata non potete assolutamente perdervelo!

Borgo al Cotone a Marciana Marina sull'Isola d'Elba

Come arrivare al Borgo al Cotone a Marciana Marina

Per raggiungere il Borgo al Cotone è sufficiente seguire le indicazioni per Marciana Marina. In prossimità del centro sono disponibili diversi parcheggi con ticket, noi abbiamo usufruito di quello in Piazza Vito Sanzo che è davvero comodissimo. Da lì una volta lasciata l’auto sarete a pochissimi minuti dal Borgo al Cotone che riconoscerete subito a distanza per le sue casette colorate che si stagliano sull’azzurro del mare.

Cosa visitare all'Elba

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Spiagge dell’Isola d’Elba: la nostra selezione

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“L’Isola d’Elba è un mondo” leggevo proprio pochi giorni fa su Turistipercaso e non potrebbe esserci nulla di più vero.

La sorella maggiore delle isole dell’Arcipelago toscano e la terza più grande di Italia, in poco più di 200 Kmq racchiude una varietà paesaggistica incredibile capace di accontentare tutte le esigenze tra mare, montagne, sentieri e scenari che cambiano di continuo in un caleidoscopio di colori.

E lo stesso discorso vale anche per le spiagge: sono oltre 150 le insenature tra cui scegliere, ognuna con una propria peculiarità. E’ sufficiente spostarsi da un versante all’altro per ammirare paesaggi completamente diversi e spesso contrapposti, passando ad esempio dal bianco candido delle falesie dell’area nord ai colori caldi del sud o ai caratteristici arenili di sabbia nera del versante orientale.

Per apprezzare la bellezza di buona parte delle sue spiagge probabilmente bisognerebbe fermarsi sull’isola per un mese, ma rispetto alla nostra personalissima esperienza ecco quelle che proprio non dovreste farvi sfuggire.

Le 8 spiagge più belle dell’Isola d’Elba (secondo noi)

Come scegliere la spiaggia giusta in base al vento

Prima di presentarvele una premessa è doverosa: per godere al meglio della bellezza delle spiagge dell’Elba è necessario scegliere il versante giusto a seconda dei venti che soffiano sull’isola. Com’è tipico, anche il mare più cristallino potrebbe perdere buona parte delle sue potenzialità se visitato durante una giornata ventosa. Non bisogna essere esperti meteorologi ma solo affidarsi alla tecnologia: un grande alleato nella scelta della spiaggia in base al vento è l’app gratuita Elba Spiagge. Dopo averla scaricata avrete accesso ad una guida completa alle 126 spiagge consigliate dell’isola con tutte le informazioni relative alle particolarità naturalistiche del contesto di ciascuna, ai servizi offerti e alla disponibilità o meno di un parcheggio (sì in molti casi non ce ne sono, ma di questo ne parleremo caso per caso). Ma non solo: consultando la sezione “meteo” potrete conoscere in tempo reale i venti che soffiano su ciascun versante e regolarvi di conseguenza. Se ad esempio soffiano i venti settentrionali conviene spostarsi decisamente sul versante sud dove con ottime probabilità troverete un mare eccezionalmente cristallino. Se invece soffiano i venti meridionali conviene spostarsi a nord e godersi gli incredibili scenari offerti dalle falesie che si tuffano a picco nel mare.

Se anche a seguito di queste valutazioni siete ancora in dubbio nella scelta voglio condividere con voi due trucchetti che ho sperimentato in prima persona e con cui mi sono trovata molto bene:

  • utilizzare Instagram in modo strategico: consultate gli hashtag della spiaggia che vi interessa e date un’occhiata alle foto e ai video che sono stati condivisi in giornata o nella giornata precedente. Se quello che vedete vi piace, ci sono ottime possibilità di ritrovare le stesse condizioni meteo il giorno dopo. L’ideale è privilegiare le stories che quasi nel 100% dei casi vengono condivise in tempo reale, mentre i post potrebbero essere relativi anche a giorni precedenti e non essere quindi del tutto attendibili.
  • consultare la sezione “Spiagge dell’Isola d’Elba consigliate a seconda del vento” di InfoElba.it: se avete capito come scegliere le spiagge in base alle condizioni meteo ma preferite avere la conferma delle conferme prima di mettervi in viaggio, consultate la sezione dedicata su InfoElba e sicuramente non sbaglierete 🙂

Cavoli – versante Sud

Panorama della Spiaggia di Cavoli all'Isola d'Elba

Se è vero che l’Elba non delude mai, la Spiaggia di Cavoli ci ha conquistati in maniera incredibile sin dal primo giorno. Quando soffiano i venti da Nord questa baia costituita da sabbia granulosa e circondata dalla macchia mediterranea dà il meglio di sé: un mare turchese e incredibilmente cristallino dove sullo sfondo si stagliano l’isola di Montecristo e di Pianosa creando uno scenario da sogno. Non a caso abbiamo dedicato a questa meraviglia della natura ben 3 giorni, il richiamo era davvero troppo forte e le foto parlano da sé.

Servizi: la spiaggia di Cavoli è ben attrezzata con stabilimenti balneari, bar, ristoranti e tavole calde dove fermarsi per il pranzo. Noi ci siamo trovati molto bene presso Il Convio dove è possibile consumare sia panini che piatti caldi.

Dove parcheggiare a Cavoli: la spiaggia di Cavoli dispone di un parcheggio a pagamento distante solo pochi metri. La tariffa è di 2 euro all’ora ma se soggiornate all’Elba in alta stagione puntate la sveglia presto e arrivate al massimo entro le 9 altrimenti non riuscirete a parcheggiare. Oltre al parcheggio a pagamento, è disponibile anche un parcheggio pubblico con ticket proseguendo lungo la discesa ma in alta stagione è quasi impossibile trovare posto anche arrivando presto.

Spiaggia migliore dell'Isola Elba: Cavoli

Isola d'Elba le spiagge migliori

Fetovaia – versante Sud

Spiaggia della Fetovaia all'Isola d'Elba

Vicina alla meravigliosa Cavoli, Fetovaia è una delle spiagge più celebri dell’isola e non è difficile intuirne il motivo. Tra sabbia dorata e mare dalle sfumature che variano dall’azzurro al verde è uno spettacolo che non ci si può perdere durante una vacanza all’Elba. La spiaggia è lunga circa 200 metri e alla pari di Cavoli le aree riservate alla spiaggia libera sono davvero limitate per cui è necessario arrivare al mattino presto.

Servizi: a Fetovaia sono disponibili tutti i servizi necessari tra stabilimenti balneari, bar e ristorante. Per il pranzo vi suggeriamo una sosta al Pino Solitario 🙂

Dove parcheggiare a Fetovaia: anche in questo caso vale la regola dell’arrivare presto, i posti sono davvero limitati e se non si arriva entro le 9 si rischia di restar fuori. Il parcheggio a pagamento costa 18 euro per l’intera giornata e 11 euro per metà giornata. In zona ci sono anche alcuni posti gratuiti ma è quasi impossibile trovarli liberi. Una volta lasciata l’auto si prosegue per pochi metri lungo la discesa.

Elba: spiaggia della Fetovaia

La Padulella – versante Nord 

Spiaggia La Padulella all'Isola d'Elba

Spostiamoci a nord alla scoperta di un’altra punta di diamante dell’Elba. La spiaggia di Padulella affascina subito per le sue candide falesie che si tuffano in un mare incredibilmente azzurro e cristallino, complice la presenza di ciottoli. Quando soffiano i venti meridionali è il momento giusto per apprezzare al meglio tutta la sua bellezza. Questa caletta fa parte della zona di tutela biologica comprensiva dell’area tra Capo Bianco fino a Punta Falcone e proprio per questo motivo ospita tantissimi pesci che nuotano indisturbati tra i bagnanti anche a riva!

Nelle immediate vicinanze delle altre spiagge dell’isola particolarmente rinomate come Capo Bianco e Le Ghiaie, alla Padulella abbiamo trovato un po’ di tranquillità in più anche in un periodo di altissima stagione ma se volete godervi appieno la sua bellezza cercate di arrivare al mattino presto quando ci sono ancora poche persone e vi ritroverete davanti uno scenario paradisiaco difficile da dimenticare.

Servizi: alla Padulella sono presenti tutti i servizi necessari per trascorrere una giornata di relax al mare, non mancano quindi il noleggio di lettini e ombrelloni, nonché bar e ristorantini. Per il pranzo vi consigliamo senza dubbio una tappa presso i Bagni La Padulella dove troverete ad attendervi un delizioso menù rigorosamente a base di pescato locale.

Dove parcheggiare a La Padulella: per arrivare in spiaggia bisogna seguire le indicazioni per Capo Bianco dove troverete un ampio parcheggio a pagamento al costo di 12 euro per l’intera giornata e 6 euro a partire dalle 14. Trattandosi di un parcheggio unico sia per Capo Bianco che per la Padulella è necessario arrivare molto presto. Una volta lasciata l’auto si prosegue per pochi metri per la stradina che si trova alla destra dello spiazzo del parcheggio e che costeggia le villette.

Spiagge migliori dell'Isola d'Elba: La Padulella

Capo Bianco – versante Nord 

Spiaggia di Capo Bianco all'Isola d'Elba

Proseguendo sul versante nord Capo Bianco è un’altra spiaggia da non perdersi. Anche in questo caso le vere protagoniste sono le alte falesie bianche che dominano la spiaggia di ciottoli bianchi dal mare limpido e turchese, seppur siamo a pochi passi dal centro di Portoferraio.

I locali consigliano di visitare la spiaggia di Capo Bianco soprattutto quando domina lo scirocco per apprezzare al meglio la pace che regala questa splendida baia bianca.

La spiaggia è lunga circa 280 metri e naturalmente risulta molto affollata in alta stagione ma nonostante tutto mantiene sempre intatta la sua bellezza. Per raggiungerla bisogna percorrere una scalinata in pietra, non particolarmente lunga ma un po’ accidentata in alcuni punti.

Servizi: la spiaggia dispone di alcuni servizi di noleggio lettini e ombrelloni ma è prevalentemente libera. Per il pranzo è disponibile un piccolo bar su ruote che offre panini e schiaccine ma non direttamente in spiaggia, bensì nel piazzale del parcheggio, per cui per raggiungerlo bisogna necessariamente risalire la scalinata in pietra e con il caldo delle ore centrali della giornata può risultare un po’ scomodo.

Dove parcheggiare a Capo Bianco: come dicevamo prima per la Padulella, nelle immediate vicinanze della spiaggia c’è un ampio parcheggio a pagamento al costo di 12 euro per l’intera giornata e 6 euro a partire dalle 14.00.

Capo Bianco all'Elba - Toscana

Le Ghiaie – versante Nord

Spiagge Le Ghiaie all'Isola d'Elba

Insieme a Capo Bianco e a La Padulella, Le Ghiaie compongono un tris che non ci si può perdere se si ama il mare e la natura incontaminata nelle sue espressioni più particolari.

Nonostante l’estrema vicinanza a Portoferraio, Le Ghiaie offrono un mare incredibilmente azzurro e cristallino contornato da una spiaggia di ciottoli bianca la cui storia è legata a doppio filo al mito degli Argonauti. La leggenda racconta infatti che una volta sbarcati sull’Isola d’Elba, conosciuta con il nome di Aethalia, si detersero il sudore con i ciottoli candidi della spiaggia facendogli assumere la caratteristica colorazione nera-blu.

Trattandosi di un’area di tutela biologica, Le Ghiaie sono una meta imperdibile per tutti gli appassionati di snorkeling!

Inoltre, se siete tra quelli che amano fare il bagno di notte questo è il posto giusto per voi: dal 2016 la spiaggia è stata infatti dotata di un potente impianto di illuminazione per rendere la balneazione sicura anche in serata.

Servizi: la spiaggia dispone di tutti i servizi di noleggio lettini e ombrelloni, pedalò, gommoni, bar e ristoranti. Per il pranzo c’è l’imbarazzo della scelta ma noi ci siamo trovati molto bene al Ristorante La Bussola che offre una fresca terrazza direttamente sul mare.

Come arrivare a Le Ghiaie: la spiaggia è facilmente raggiungibile in auto, è sufficiente svoltare a sinistra prima del centro storico di Portoferraio. Il parcheggio è invece una questione più complessa in quanto nelle immediate vicinanze è presente solo un parcheggio pubblico con ticket che naturalmente non dispone di un grande numero di posti. Il costo se non altro è più economico ed è di 1 euro all’ora.

Capo Sant’Andrea – versante Nord-ovest

Spiaggia di Sant'Andrea all'Isola d'Elba

Restando a nord ma spostandoci verso ovest troviamo la zona di Capo Sant’Andrea e l’omonima spiaggia che anch’essa a parer nostro merita una visita.

Nonostante le dimensioni ridotte (solo 150 metri di lunghezza), Sant’Andrea è una caletta deliziosa costituita da sabbia granitica e da un meraviglioso mare turchese.

Qui la spiaggia libera è grande quanto un fazzoletto e in alta stagione può rivelarsi un’impresa ritagliarsi un angolino per sé. Non a caso, è stata l’unica spiaggia in cui siamo stati costretti ad accedere allo stabilimento ma anche pagando non è semplice trovar posto in quanto nella maggior parte dei casi sono tutti prenotati da settimane. L’unica disponibilità l’abbiamo trovata presso il lido Daniele Rent, in quanto uno dei pochi a non accettare prenotazioni. Se può esservi utile saperlo, il costo per un ombrellone e due lettini è di 30 euro al giorno.

Servizi: la spiaggia di Sant’Andrea è dotata di tutti i servizi, in particolar modo per il noleggio di sup, gommoni e pedalò ma non mancano anche numerosi bar/ristoranti dove fermarsi per il pranzo.

Dove parcheggiare a Sant’Andrea: i posti a pagamento con ticket sono davvero limitatissimi, ma scendendo lungo la strada sulla destra è disponibile un piccolo parcheggio a pagamento al costo di 15 euro per l’intera giornata.

Come scegliere la spiaggia migliore all'isola d'Elba in base al vento

Procchio – versante Nord

Per il nostro soggiorno all’Elba abbiamo scelto come base di partenza Procchio vista la centralità della posizione, la vicinanza al porto, alle spiagge principali e ai borghi più interessanti da visitare.

Oltre che per la posizione Procchio è una località dell’Elba molto gettonata per chi preferisce la comodità di spiagge grandi, ricche di servizi e dal fondale che digrada dolcemente se si viaggia con bambini.

Questa spiaggia di sabbia dorata e mare dalle sfumature del verde smeraldo si estende per quasi un km ed è infatti una delle più grandi dell’isola.

Servizi: qui i comfort la fanno da padrone, su questa spiaggia non manca praticamente nulla e c’è una grandissima disponibilità di servizi per tutti i gusti e le esigenze. Per gli appassionati ci sono anche diverse scuole di vela, windsurfing e diving per cui è davvero impossibile annoiarsi!

Dove parcheggiare a Procchio: qui giochiamo in casa 🙂 Sulla strada del Residence Le Mimose dove alloggiavamo, in via di Fonte al Leccio, è presente un grande parcheggio sterrato ad accesso gratuito. A meno che non si arrivi tardi è abbastanza facile trovare un posto. In alternativa scendendo lungo la strada è disponibile un parcheggio a pagamento con ticket a pochi metri dalla spiaggia e dal piccolo centro di Procchio.

Spiaggia di Procchio all'isola d'Elba

Golfo della Biodola – versante Nord

Spiaggia della Biodola all'isola d'Elba

Chiudiamo in bellezza con uno dei golfi più suggestivi dell’Elba: la Biodola è infatti una delle spiagge più gettonate del versante settentrionale per il suo mare color smeraldo e la macchia mediterranea che qui la fa da padrona.

Questa spiaggia è particolarmente adatta per le famiglie con bambini grazie ad un fondale che digrada molto dolcemente e per la presenza di servizi di tutti i tipi per trascorrere una giornata al mare di puro relax.

Percorrendo un passaggio sugli scogli si può fare una passeggiata alla vicina spiaggia di Scaglieri, altrettanto bella ma molto piccola e di difficile accesso in alta stagione.

Servizi: come dicevamo, alla Biodola troverete servizi di tutti i tipi. Per quanto riguarda il pranzo vi consigliamo il Bar Maitù che offre dei bellissimi ombrelloni di paglia con vista mare per rilassarsi al fresco.

Dove parcheggiare alla Biodola: veniamo alla nota dolente. Purtroppo non esiste un parcheggio per la Biodola ed è necessario lasciare l’auto a bordo strada ove consentito e sicuro per la circolazione. Prestate attenzione alla segnaletica stradale in quanto in molti punti vige il divieto di sosta/fermata e potreste incorrere in uno spiacevole imprevisto, anche se in molti non sembrano preoccuparsene. Pur arrivando al mattino presto è piuttosto difficile trovare un posto lungo la strada che non sia troppo lontano dalla spiaggia, bisogna considerare soprattutto che il percorso ha una bella pendenza e al ritorno richiede un po’ di fatica per recuperare l’auto.

Golfo della Biodola all'Elba

Spiagge Isola d’Elba per cani

L’Isola d’Elba è una destinazione pet friendly ed è uno dei motivi che ci hanno portata a sceglierla per le nostre vacanze insieme a Kiwi. L’accesso dei cani in spiaggia è consentito garantendo naturalmente il rispetto dei bagnanti e l’utilizzo di guinzaglio e museruola ove si rende necessario.

Alcuni comuni, come ad esempio quello di Capoliveri e di Marciana, hanno stabilito che la balneazione dei cani può avvenire solo entro le 9 a partire dalle 19, per cui conviene informarsi caso per caso a seconda della spiaggia verso cui siete diretti. Nel comune di Porto Azzurro è disponibile una Dog Beach a Mola dotata di tutti i servizi necessari, tra cui anche docce apposite per lavare gli amici a 4 zampe dopo il bagno.

In merito all’organizzazione pre-partenza per lo sbarco all’Isola d’Elba non è richiesta alcuna vaccinazione particolare ma è ovviamente fondamentale avere sempre con sé il libretto sanitario del cane.

Spiaggia libera o stabilimenti balneari all’Isola d’Elba?

L’obiettivo di questo paragrafo è di rispondere ad alcune domande che ho ricevuto su Instagram. All’Isola d’Elba tutte le spiagge offrono un tratto libero usufruibile gratuitamente secondo la normativa nazionale che prevede una giusta proporzione tra aree di spiaggia in concessione ed aree gratuite.

Il costo medio in alta stagione per il noleggio di un ombrellone e due lettini è di 30 euro ma a meno che non siate parte del team comfort a tutti i costi e siate disposti ad avere un po’ di pazienza con i vostri vicini di ombrellone, si può star bene ugualmente anche in spiaggia libera con qualche semplice dritta.

Tips low cost per vivere la spiaggia libera in tutta comodità:

  • Lettini pieghevoli in tessuto: li abbiamo scoperti qualche anno fa in Croazia e da allora sono diventati i nostri compagni di viaggio inseparabili! Pratici e leggeri da portare con sé, i lettini imbottiti in tessuto rendono comodissima la tintarella anche nelle spiagge costituite da sassi e ciottoli. Questi in foto li acquistammo in Croazia a pochi euro, ma si trovano in qualsiasi località balneare e garantiscono ore al sole in tutta comodità 🙂 Per chi preferisce acquistarli prima della partenza può trovare qualcosina anche online su Amazon (purtroppo a prezzi più alti di quanto li pagammo noi (circa 7 euro cad) ma con un po’ di cura è un acquisto che dura nel tempo e una volta tornati a casa basta metterli in lavatrice per farli tornare come nuovi 🙂
  • Cuscinetti gonfiabili: consiglio più scontato ma sempre utile! I cuscinetti gonfiabili costano pochissimo ma fanno stare comodi anche sui sassi più appuntiti e abbinati ai lettini in tessuto sono la combo perfetta.
  • Picchetto per ombrellone: l’Elba è un’isola spesso ventosa e per evitare spiacevoli incidenti legati al volo dell’ombrellone il consiglio è quello di acquistare il classico picchetto che ne facilita l’inserimento in profondità nella sabbia e agevola l’operazione anche sui sassi e ciottoli.
  • Scarpette per spiagge di sassi/ciottoli: naturalmente questo è un consiglio che si applica ovunque e non dipende dalla spiaggia libera ma considerando che come abbiamo visto all’isola d’Elba alcune delle calette più caratteristiche sono costituite da sassi bisogna dotarsi di scarpette. Da anni noi utilizziamo le Skinners, a prima vista sembrano calzini ma in realtà sono calze barefoot progettate per camminare su qualsiasi superficie senza fastidio ai piedi e al mare sono di una comodità incredibile perché non si sfilano e non tolgono la piacevole sensazione del camminare senza scarpe.

Spero che questa lunga panoramica sulle spiagge più belle dell’Isola d’Elba vi sia piaciuta! Se volete approfondire la questione, sul nostro profilo Instagram trovate in evidenza ben due cartelle dedicate al nostro racconto live dell’isola, delle sue spiagge e dei suoi borghi di cui parleremo prossimamente.

Letture in viaggio

Grandi Giardini Italiani, la guida alle meraviglie nostrane

Grandi Giardini Italiani-guida-giardini-più-belli-italia

Grandi Giardini Italiani è il network dedicato ai più bei giardini d’Italia istituito nel 1997 con l’obiettivo di far conoscere al grande pubblico il patrimonio artistico e botanico del nostro paese.

Chi mi segue sa bene quanto io ami girovagare alla scoperta degli angoli green più particolari e dopo averne visitati tanti negli ultimi anni mi sono resa conto che non si finisce mai di scoprirne altrettanti meritevoli di attenzione, magari a pochi passi da casa ma spesso ignorati dai più. Ho pensato subito che ci vorrebbe una guida ad hoc per conoscere quelli meno inflazionati e così durante una delle tante ricerche sul web ho scoperto la Guida di Grandi Giardini Italiani, un concentrato di spunti, arte e cultura per conoscere i migliori giardini da visitare in Italia.

La nuova edizione 2020 disponibile in italiano e in inglese offre ben 304 pagine ricche di fotografie a colori per scoprire i giardini più belli del nostro paese e avere subito a portata di mano le caratteristiche di ciascuno e le informazioni necessarie per organizzare la visita. Oltre alla storia di ciascun sito, ho trovato particolarmente utile i trafiletti laterali che forniscono in modo chiaro ed esaustivo le informazioni sui biglietti e gli orari di apertura dei giardini, nonché il modo più semplice e conveniente per raggiungerli in treno grazie alla partnership con Trenitalia.

Grazie alla comoda suddivisione per regione è facile trovare il giardino da visitare a seconda delle proprie esigenze tra tutti quelli proposti dove accanto a quelli nostrani figurano anche alcuni interessanti esempi provenienti dalla Svizzera e da Malta.

Acquistando la Guida di Grandi Giardini Italiani si riceve inoltre una comoda mappa che fornisce a colpo d’occhio le informazioni principali per ciascun sito tra cui ad esempio la possibilità di accedervi in compagnia di un cane, la disponibilità di parcheggi, bar, ristoranti e strutture per l’accoglienza dei visitatori.

Sono 140 i giardini presentati e sono certa che sfogliando la Guida di Grandi Giardini Italiani ne troverete tanti che vi lasceranno davvero senza parole e vi faranno tornare la voglia di scoprire più a fondo la nostra Italia.

Tra gli ultimi che abbiamo visitato e che fanno parte del network non possiamo che consigliarvi i Giardini di Villa Carlotta e quelli dell’Isola Bella e dell’Isola Madre sul Lago Maggiore.

La guida è acquistabile online sul sito ufficiale al costo di 14 euro (spese di spedizione incluse).

Buona lettura! 🙂

Itinerari italianiLago Maggiore

Isole Borromee Tour: cosa vedere e come arrivare

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Se siete in cerca di idee per il weekend un tour alle Isole Borromee è sempre un’ottima idea per staccare la spina e rilassarsi di fronte ai meravigliosi paesaggi del Lago Maggiore!

Questo territorio ha veramente tanto da offrire per chi ama le passeggiate all’aria aperta e a contatto con la natura e tra le maggiori attrattive che propone di certo non ci si può perdere la visita delle Isole Borromee.

Dopo esserci stati una prima volta qualche anno fa per un’esplorazione iniziale siamo tornati nuovamente a Stresa per riscoprire le Isole Borromee e visitare i meravigliosi giardini dell’Isola Bella e dell’Isola Madre.

Imbarco Stresa Isole Borromee

Ma partiamo dall’inizio… 🙂

Isole Borromee: dove si trovano?

Le Isole Borromee appartengono al territorio piemontese del Lago Maggiore e fanno parte di un arcipelago costituito dalle tre famosissime Isola Bella, Isola Madre e Isola dei Pescatori, dall’Isolino di San Giovanni e dallo scoglio della Malghera.

Le isole sono abitate da pochissime persone e la più “popolosa” dell’Arcipelago è l’Isola del Pescatore che conta poco più di 50 abitanti.

Come arrivare alle Isole Borromee

Le isole sono comodamente collegate dal servizio di escursioni giornaliere proposto dalla Navigazione Isole Borromee  che offre tour adatti a tutte le esigenze.

E’ possibile sia visitare le isole singolarmente che optare per il tour completo:

Vista la bellezza del posto il suggerimento è senza dubbio quello di scegliere il tour completo delle Isole Borromee ovvero il Lime Tour tranquillamente fattibile in giornata. Il suggerimento in questo caso è di arrivare presto al mattino così da avere tutta la giornata a disposizione per spostarsi tra le isole e godere al meglio del patrimonio artistico, culturale e naturalistico che offrono ai visitatori.

Una volta scelto l’itinerario di proprio interesse si parte da Stresa, raggiungendo l’imbarco della Navigazione Isole Boromee in Piazza Marconi, dove è disponibile un ampio parcheggio a pagamento per lasciare l’auto.

Travel tip: se non avete a disposizione l’auto o semplicemente vorreste evitare il traffico, Stresa è comodamente raggiungibile anche in treno da Milano. La stazione dista solo 1 km dall’Imbarcadero e tra l’altro con una passeggiata di 10 minuti si costeggia il bellissimo lungolago di Stresa che è un vero e proprio tripudio di colori grazie all’abbondante fioritura delle ortensie.

Come raggiungere Stresa da Milano

Cosa vedere all’Isola Madre

Se scegliete il tour completo delle Isole Borromee, l’Isola Madre sarà la vostra prima destinazione.

Raggiungibile in circa 10 minuti di navigazione, l’Isola Madre è la sorella maggiore delle isole del golfo Borromeo e la sua attrattiva principale è senza dubbio il suo meraviglioso giardino botanico appartenente all’antico Palazzo Borromeo.

Tra la natura lussureggiante e la quiete del lago sorge la residenza privata della famiglia omonima aperta al pubblico e visitabile insieme ai suoi giardini.

Cosa vedere alle isole Borromee: l'Isola Madre e Palazzo Borromeo

Questi ambienti raccontano minuziosamente la dimensione privata della famiglia e ancora oggi racchiudono arazzi, mobili e quadri che derivanti dalle varie proprietà dei Borromeo arricchiscono le sale aperte al pubblico con uno stile sobrio ma ricercato al tempo stesso.

Cosa vedere all'Isola Madre: Palazzo Borromeo con la vista sul Lago Maggiore

Tra porcellane preziose,  dipinti e ritratti di famiglia, letti a baldacchino e mobilio dall’aria sontuosa fa capolino il suggestivo panorama sul lago che si gode dagli ampi balconi delle sale del Palazzo; sarà naturale avere la tentazione di affacciarsi da ciascuno di essi!

Come raggiungere Isola Madre da Stresa

All’interno delle sale ricorrono spesso le scenografie e le marionette che ricreavano un vero e proprio teatro domestico particolarmente caro alla famiglia Borromeo per intrattenere i propri ospiti. L’aspetto più incredibile è che oltre alle scenografie sono visibili anche i congegni meccanici che ai tempi venivano utilizzati per ricreare quelli che oggi chiameremmo effetti speciali con la particolarità di essere risalenti ad oltre due secoli fa! Per chi come me non ama il genere, la sovrabbondanza di marionette potrebbe creare in alcuni casi un effetto un po’ inquietante! 😀

Tra gli ambienti più particolari del Palazzo c’è sicuramente il salotto veneziano che cattura subito l’attenzione per la bellezza di un incredibile tromp l’oeil che riproduce un fitto pergolato sorretto da colonne intorno a cui si arricciano fiori con un incredibile effetto a cascata!

Isola Madre cosa vedere

Ma il vero punto di forza della visita è rappresentato senza dubbio dal giardino botanico! Un tripudio di specie botaniche rare provenienti da tutto il mondo che qui hanno trovato il proprio habitat ideale grazie ad un clima sempre mite.

Isola Madre e il Giardino Botanico

Tra magnolie, glicini, camelie, palme e banani solo per citarne alcuni, il vero protagonista dello scenario che spicca in tutta la sua imponenza è il cipresso del Cashmir. Originario dell’Himalaya, arrivò all’Isola Madre nel 1862 divenendone il suo simbolo più prezioso.

Purtroppo una tromba d’aria abbattutasi nel 2006 lo danneggiò irrimediabilmente rovinandone la forma ma grazie ad un’incredibile operazione di ingegneria e botanica fu possibile salvarlo e oggi resta uno dei più antichi esemplari europeei.

Isola Madre orari

Biglietti e orari Isola Madre:

Se avete scelto il tour che comprende anche la visita dell’Isola Bella, il suggerimento che possiamo darvi per risparmiare è quello di acquistare il pacchetto Isola Madre + Isola Bella al costo di 24 euro per gli adulti e 10,50 euro per i ragazzi fino a 15 anni. Acquistando infatti la visita singola di ciascun sito il prezzo è di 17 euro, con il cumulativo andrete quindi a risparmiare 10 euro. 🙂 Il ticket di ingresso comprende sia la visita del Palazzo Borromeo che del giardino botanico e per evitare la fila conviene senza dubbio acquistare i biglietti online, tanto non sono previsti sovrapprezzi e non è neppure necessario stamparlo in formato cartaceo visto che si può esibire direttamente da smartphone 🙂

La visita è libera ma se preferite l’audioguida potete scaricarla tramite l’app Isole Borromee disponibile sia per Android che Apple.

Considerando che potrebbero essere soggetti a variazioni conviene sempre controllare gli orari di apertura sul sito ufficiale, ma tendenzialmente Palazzo Borromeo e il Giardino Botanico sono visitabili dalle 10.00 alle 16.00 (ultimo ingresso) da maggio ad ottobre e dalle 10.00 alle 15.30 (ultimo ingresso) da ottobre a novembre.

Travel tip: se siete in cerca di un posticino carino dove fermarvi per il pranzo proseguite con la navigazione e raggiungete l’Isola dei Pescatori! Qui troverete ad attendervi tanti ristorantini tipici con vista sul lago dove assaggiare i piatti della tradizione a base del pescato locale 🙂

Cosa vedere sull’Isola dei Pescatori

Cosa vedere all'Isola dei Pescatori sul Lago Maggiore

E’ ora di riprendere la navigazione! Saliti in barca è la volta dell’isola dei Pescatori che dall’Isola Madre si raggiunge davvero in pochissimi minuti.

Conosciuta anche come Isola Superiore è la più piccolina dell’arcipelago, basti pensare che è larga solo 100 metri per 350 metri di lunghezza! E’ l’unica ad avere un “centro” visitabile fatto di viuzze strette e di balconi lunghi usati per essiccare il pesce, non a caso il nome dell’isola deriva proprio dall’antico mestiere dei suoi abitanti.

Isole Borromee tour

Isola dei pescatori: cosa vedere alle Isole Borromee

Nonostante le sue dimensioni, l’Isola dei Pescatori è l’unica ad essere abitata tutto l’anno anche se da poco più di 50 persone.

Il centro è un pullulare di botteghe artigiane e ristorantini tipici per cui vi consigliamo assolutamente di considerare qui una sosta per il pranzo, lo scenario renderà il tutto ancora più piacevole. Noi abbiamo scelto il Ristorante Unione che propone un menù interessante e una bellissima terrazza ombreggiata direttamente sul lago ma non farete fatica nel trovare un posticino che vi ispiri.

Cosa vedere all’Isola Bella

Il nome dice già tutto. L’Isola Bella viene definita come uno“scrigno di arte barocca sospeso sul’acqua” e non potrebbe esserci definizione migliore per raccontare questo spettacolare gioiello tutto italiano.

A vederla oggi sembra incredibile ma nel 1630 era poco più di uno scoglio abitato da pescatori. Fu solo a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento che i lavori incessanti voluti dalla famiglia Borromeo delinearono l’aspetto sontuoso che possiamo ammirare oggi.

Al di là dell’innegabile bellezza naturalistica, la vera attrazione dell’Isola Bella è il Palazzo Borromeo e il Giardino botanico che anche qui merita assolutamente una visita.

Tour delle Isole Borromee sul Lago Maggiore

Ma partiamo dagli interni. La visita a Palazzo Borromeo racchiude un interessante percorso in cui storia e arte si intrecciano all’interno di sale elegantissime particolarmente note per aver ospitato Napoleone Bonaparte e sua moglie Giuseppina durante il soggiorno sull’isola.

Palazzo Borromeo all'Isola Bella

Cosa visitare alle Isole Borromee

Tra le sale più particolari spicca su tutte la celebre Galleria Berthier che racchiude un mosaico di oltre 130 quadri di pregevole valore, difficile dire dove si posi lo sguardo trovandosi di fronte così tanta ricchezza artistica. In questo ambiente purtroppo non è possibile scattare foto.

Anche in questo caso il panorama che si gode dai balconi è veramente incredibile e reso ancora più speciale dalla vista privilegiata sulla vicina Isola dei Pescatori.

L'Isola dei Pescatori vista dal Palazzo Borromeo dell'Isola Bella

Dopo aver abituato la vista a così tanta sontuosità il colpo d’occhio è fortissimo quando proseguendo nella visita del Palazzo si raggiunge l’area delle grotte. Sembra assurdo eppure il progetto architettonico di questo gioiello barocco ha previsto al suo interno anche un ambiente totalmente diverso e dagli evidenti richiami marini. Tra conchiglie, ciottoli, marmi e stucchi il visitatore viene accolto nelle sei Grotte volute da Vitaliano VI Borromeo con l’apposito intento di stupire i suoi ospiti e a giudicare dall’inaspettato effetto sorpresa che creano direi che a distanza di tempo funzioni ancora.

Cosa vedere all'Isola Bella sul Lago Maggiore

Termina così la vista degli spazi interni ed è ora di accedere all’incredibile giardino barocco all’italiana conosciuto in tutto il mondo grazie alla particolarità estetica delle sue dieci terrazze che in primavera e in estate esplodono di colori grazie alle maniacali fioriture.

Quello che anticamente era conosciuto come Teatro Massimo oggi è il protagonista di questo incredibile angolo di pace e natura dove dalla terrazza principale è possibile ammirare una spettacolare vista a 360° gradi sul Lago Maggiore.

Il Teatro Massimo dell'Isola Bella

Cosa vedere all'Isola Bella

Lago Maggiore: cosa vedere all'Isola Bella

Obelischi, fontane, coloratissime ortensie e candidi pavoni bianchi fanno da cornice a tutto questo creando un’ambientazione che ha del magico.

Non a caso il Giardino botanico dell’Isola Bella fa parte del circuito Grandi Giardini Italiani, il network nato con l’intento di dare visibilità in Italia e all’estero all’immenso patrimonio dei giardini Italiani.

Panorama Isola Bella

Biglietti e orari Isola Bella:

Come anticipato prima, se volete visitare il Palazzo Borromeo e il Giardino botanico dell’Isola Madre e dell’Isola Bella la soluzione migliore per risparmiare è quella di comprare il pacchetto cumulativo che prevede l’accesso ad entrambe al costo di 24 euro anziché 34.

I biglietti possono essere acquistati comodamente online per evitare le code ed esibiti direttamente dallo smartphone.

Come sempre è preferibile consultare il sito ufficiale per avere conferma degli orari, ma a grandi linee il Palazzo Borromeo e il Giardino Botanico dell’Isola Bella sono visitabili dalle 10.00 alle 17.30 (ultimo Ingresso) da maggio a settembre e dalle 10.00 alle 15.30 (ultimo ingresso) da ottobre a novembre.

Spero che questo viaggio alla scoperta delle Isole Borromee vi sia piaciuto! 🙂

Blog post in collaborazione Navigazione Isole Borromee

Cara Napoli

Galleria Borbonica: un affascinante percorso alla scoperta della Napoli sotterranea

Galleria-Borbonica-visita-sotterranei-Napoli

La Galleria Borbonica, conosciuta anche come Tunnel Borbonico, è un percorso alla scoperta dei suggestivi sotterranei di Napoli che, inaugurato nel 2010, ha conquistato in pochissimo tempo l’attenzione del pubblico attestandosi ben presto tra i siti da non perdere durante una visita alla città partenopea.

Galleria Borbonica: un po’ di storia

Visitare il Tunnel Borbonico significa immergersi in cinquecento anni di storia e avere la possibilità di toccare con mano l’ingegneria civile di un percorso che ha del singolare.

Tutto ebbe inizio nel 1853 quando Ferdinando II di Borbone incaricò l’arch. Errico Alvino della realizzazione di un passaggio sotterraneo che fungesse da via di fuga e collegasse il Palazzo Reale con piazza Vittoria per la sua vicinanza strategica al mare e alle caserme.

Non si trattò affatto di un’opera di semplice realizzazione: durante gli scavi furono intercettate più volte le cisterne d’acque che rifornivano le abitazioni del centro e che richiesero dei veri e propri capolavori architettonici per ovviare al problema. Ad osservare oggi il Tunnel Borbonico sembra impossibile pensare che un’opera di questo tipo sia stata realizzata in soli 3 anni considerando che i lavori furono eseguiti del tutto manualmente con martelli, picconi e cunei.

La storia della Galleria Borbonica

Durante i bombardamenti della II Guerra Mondiale questi ambienti diventarono il rifugio di molti napoletani  e ripercorrerli oggi significa rivivere in maniera estremamente toccante quei momenti bui tra incisioni sui muri, reperti e oggetti personali di chi tutto sommato nel sottosuolo aveva provato a condurre un’esistenza normale guardando con ottimismo al futuro. In alcuni ambienti si possono distinguere nitidamente giocattoli, giacigli di fortuna e suppellettili che riportano indietro nel tempo mentre la guida che accompagna i visitatori fa risuonare l’eco della sirena che annunciava l’arrivo dei bombardamenti.

Visita al tunnel borbonico di Napoli

Cosa vedere a Napoli: la Galleria Borbonica

galleria borbonica - ingresso vico grottone

La visita alla Galleria Borbonica è un’esperienza da pelle d’oca.

Galleria Borbonica: quale percorso scegliere? 

La visita alla Galleria Borbonica offre l’opportunità di scegliere tra 4 percorsi, uno più affascinante dell’altro e tutti con un itinerario ad hoc che permette di scoprire aree diverse del sito. Naturalmente l’accesso avviene solo in compagnia di guide specializzate. Siete pronti per scoprire i dettagli di ciascun percorso? Ecco quindi alcune dritte e informazioni utili per guidarvi nella scelta.

Galleria Borbonica – Percorso standard

Se è la prima volta che visitate il Tunnel Borbonico il percorso standard è probabilmente quello più indicato perché consente di visitare un maggior numero di ambienti.

Questo straordinario viaggio vi condurrà nelle viscere della città alla scoperta delle auto e moto d’epoca sequestrate ai tempi in cui questi ambienti avevano ospitato un deposito giudiziario, nonché alla visita dell’acquedotto del ‘600, del percorso militare ottocentesco e dei suggestivi ricoveri utilizzati durante la II Guerra Mondiale.

Il percorso completo dura 1 ora e 15 minuti, è assolutamente adatto a chi soffre di claustrofobia e si svolge rigorosamente in compagnia di guide specializzate.

Visita alla Galleria Borbonica: orari e prezzi

Visita alla Galleria Borbonica: ex deposito giudiziario

Tunnel borbonico: la visita alla scoperta della Napoli sotterranea

Ingressi Percorso standard:

  • Vico del Grottone 4 (a soli 100 metri da Piazza del Plebiscito)
  • Via Morelli 61 (accedendo dall’ingresso pedonale del Parcheggio Morelli)

Giorni e orari di apertura:

Il percorso standard è accessibile dal pubblico nei giorni di venerdì, sabato, domenica e festivi ad orari prestabiliti: 10.00; 12:00; 15.00; 17.00

Biglietti online & prenotazione: 

I biglietti per il percorso standard della Galleria Borbonica possono essere acquistati online e l’ingresso è solo su prenotazione. Per gli adulti il costo del biglietto è di 10 euro, 5 euro per ragazzi dagli 11 ai 13 anni, gratis fino a 10 anni. In fase di acquisto fate attenzione a selezionare il biglietto giusto a seconda dell’ingresso che avete scelto per accedere al sito.

Galleria Borbonica – Percorso Avventura

Il Percorso avventura è uno dei più gettonati tra quelli proposti per la visita del Tunnel Borbonico e il suo nome fa subito intuire il motivo. A cosa deve la sua popolarità? Alla possibilità di visitare la Galleria Borbonica in zattera!

Dotati di elmetto e torcia avrete l’occasione di navigare sulla falda acquifera sotterranea di Napoli. L’aspetto che colpisce di più  è il fatto di visitare in questa maniera così suggestiva la galleria abbandonata di quella che avrebbe dovuto essere la stazione della linea LTR (Linea Tranviaria Rapida) che non fu mai completata.

Galleria Borbonica: il percorso avventura in zattera
Photo credits: Galleria Borbonica – Vittorio Sciosia

Durante il percorso si scoprirà da vicino l’antico mestiere del pozzaro osservando le eccezionali lavorazioni idrauliche realizzate all’interno di una cisterna risalente al 1400. La visita termina con l’esplorazione della sala delle auto d’epoca e dello scavo ottocentesco dove l’emozione si fa sentire osservando da vicino le incisioni dei nomi e dei pensieri dei napoletani che in quegli ambienti bui avevano trascorso ore e giorni interminabili durante i bombardamenti della II Guerra Mondiale.

Tunnel Borbonico: le incisioni della II

Il percorso completo dura 1h e 25 minuti ed è sconsigliato a chi soffre di claustrofobia o ha problemi motori.

Ingresso Percorso Avventura:

Unico accesso in Via Morelli 61 (ingresso pedonale del Parcheggio Morelli)

Giorni e orari di apertura: 

Il percorso Avventura è accessibile dal pubblico nei giorni di venerdì, sabato, domenica e festivi ad orari prestabiliti: 10.00; 12:00; 15.00; 17.00

Biglietti online & prenotazione:

I biglietti per il Percorso Avventura sono acquistabili sul sito e l’accesso è consentito solo su prenotazione.

Il costo è di 15 euro per gli adulti, 10 euro dai 10 ai 15 anni. Il percorso è accessibile dai 10 anni in su in compagnia di un adulto.

Galleria Borbonica – Via delle Memorie

La Via delle Memorie è un altra punta di diamante nell’offerta turistica della Galleria Borbonica di Napoli. Il vero protagonista di questo percorso è senza dubbio l’acquedotto sotterraneo dove complice una cisterna piena d’acqua risplendono sulle pareti circostanti colori e riflessi che creano un gioco di luce che ha dell’eccezionale. Non sono necessarie tante parole per descrivere la bellezza di questo ambiente, è sufficiente dare un’occhiata alle foto ufficiali del percorso per farsi un’idea precisa di quello che si andrà a visitare.

Galleria Borbonica: la Via delle Memorie
Photo courtesy: Galleria Borbonica
Galleria Borbonica: quale percorso scegliere?
Photo courtesy: Galleria Borbonica

La via delle Memorie ha inizio con la visita al cortile ottagonale e allo scalone del Palazzo Serra di Cassano. Proseguendo negli ambienti che un tempo ospitavano la falegnameria del Palazzo si arriva ad un raccolto museo della guerra che racchiude al suo interno i numerosi reperti ritrovati durante i lavori di scavo. Tra le altre particolarità di questo percorso vi è anche la possibilità di visitare le cave da cui veniva estratto il tufo impiegato per la realizzazione del Palazzo.

Il percorso dura 1h e 15 minuti ed è adatto anche per chi soffre di claustrofobia, mentre è sconsigliato per chi ha problemi motori a causa della presenza delle scale.

Ingresso Percorso Via delle Memorie:

Unico accesso in Via Monte di Dio n° 14 – Palazzo Serra di Cassano c/o Interno A14

Giorni e orari di apertura:

Il percorso  è accessibile dal pubblico nei giorni di venerdì, sabato, domenica e festivi ad orari prestabiliti: 11.00; 16:00.

Biglietti online & prenotazione:

I biglietti sono acquistabili online e l’accesso al sito è consentito solo su prenotazione.

Il ticket di ingresso ha un costo di 10 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini dagli 11 ai 13 anni.

Galleria Borbonica – Speleo Light

Se cercate una visita davvero insolita e vi piacerebbe calarvi per un’ora nei panni di uno speleologo allora scegliete il percorso Speleo Light!

Dopo aver indossato l’elmetto con la luce frontale avrete la possibilità di esplorare gli strettissimi cunicoli dell’antico acquedotto sotterraneo osservando le incisioni e i simboli misteriosi realizzati sulle pareti dai pozzari.

Galleria Borbonica Napoli: il percorso Spelo Light
Photo credits: Galleria Borbonica

Trattandosi di un sito che è tuttora oggetto di scavi e processi di recupero, spesso le guide cambiano gli itinerari accompagnando i visitatori alla scoperta di nuove aree e di nuovi reperti. Si potrebbe definire una visita in continua evoluzione ma soprattutto mai banale.

Il percorso ha una durata totale di 1h e 30 minuti ed è decisamente sconsigliato per chi soffre di claustrofobia o ha difficoltà motorie.

Ingresso Percorso Speleo Light:

Unico accesso in Via Morelli 61 (ingresso pedonale del Parcheggio Morelli)

Giorni e orari di apertura:

Il percorso è accessibile dal pubblico nei giorni di venerdì, sabato, domenica e festivi ad orari prestabiliti: 11.00; 16:00.

Biglietti online & prenotazione:

Anche in questo caso i biglietti sono acquistabili online e l’accesso è consentito solo su prenotazione.

Il biglietto ha un costo di 15 euro e include le attrezzature necessarie alla visita del sito.

Dove parcheggiare per visitare la Galleria Borbonica?

Infine un’informazione di tipo pratico: il parcheggio più comodo in assoluto è sicuramente il Garage Morelli che offre l’accesso diretto per i percorsi Standard, Avventura e Speleo Light.

Ma si sa la comodità si paga e la tariffa oraria è di 4 euro, per cui bisogna tenerne conto se dopo la visita alla Galleria Borbonica si vuole approfittare per fare anche una bella passeggiata nei dintorni. In questo caso conviene sicuramente provare a cercare un posto in strada alla vicina Riviera di Chiaia dove la tariffa oraria è di circa 1,5 euro. Risparmierete e avrete occasione di fare una passeggiata nel salotto della città 🙂

Galleria Borbonica o Napoli Sotterranea?

Chiudiamo questo lungo viaggio alla scoperta della Galleria Borbonica con una delle domande più classiche: conviene visitare la Galleria Borbonica o Napoli Sotterranea? 

Non esiste una risposta giusta e tutto dipende dal tempo che si ha a disposizione e dal percorso che si reputa più suggestivo, ma è evidente che entrambi i siti meritano assolutamente una visita.

Contrariamente a quanto alcuni credono si tratta di due percorsi del tutto diversi, l’aspetto principale che hanno in comune è sicuramente l’esser stati entrambi degli importanti rifugi durante la II Guerra Mondiale e per questo recano inevitabilmente delle tracce molto suggestive di quegli anni.

Se invece poniamo l’attenzione su quale dei due siti sia più antico vince sicuramente Napoli Sotterranea: mentre il suo complesso intreccio di cunicoli risale all’epoca greco-romana e permette un viaggio lungo ben 2400 anni, il Tunnel Borbonico fu concepito dai Borbone in un’ottica di strategia militare nel 1853 e quindi si tratta senza dubbio di un sito più recente. Entrambi hanno una propria storia specifica e del tutto singolare da raccontare, per cui nel dubbio conviene visitarli tutti e due.

Sono certa che resterete a bocca aperta per le bellezze che Napoli sa regalare ai suoi visitatori 🙂

Itinerari italiani

Fioritura lavanda in Italia: i campi più belli

Godiasco-lavanda-scaled

Dal profumo inebriante e dalle intense sfumature di viola e lilla, la lavanda è la regina dell’estate, il fiore che grazie alla sua elegante bellezza mette tutti d’accordo.

Chi non sogna di visitare un campo di lavanda durante il periodo di fioritura? Per molti anni è stato un sogno nel cassetto anche per me, poi ho finalmente deciso di organizzare un viaggio on the road in Provenza per vivere l’emozione impagabile di ritrovarsi davanti a migliaia di filari, una magia che solo la natura può regalarci.

Ma non è mica detto che bisogna per forza allontanarsi per ammirare tutto questo, anzi!

Grazie al clima possiamo ammirare dei meravigliosi campi di lavanda in Italia spesso a poca distanza da casa e senza dover necessariamente prenotare un viaggio per visitarli e regalarsi qualche ora di relax inebriante 🙂

Scopriamoli insieme!

I campi di lavanda più belli d’Italia

Se vi state chiedendo dove ammirare la fioritura della lavanda in Italia, ecco qui una serie di spunti per vivere un weekend alla scoperta dei campi più belli del nostro paese.

Piemonte: Sale San Giovanni – Cuneo 

Il lilla del lavanda che si fonde perfettamente con il verde intenso delle Langhe: questo è il panorama che si può ammirare in Piemonte tra i campi di lavanda di Sale San Giovanni!

Nel territorio che è stato ribattezzato come la Piccola Provenza del Piemonte ogni anno si celebra la fioritura della lavanda con eventi a tema e percorsi naturalistici per tutti i gusti.

A noi è piaciuto moltissimo e rivivere la bellezza dei campi di lavanda a poca distanza da Milano è stata una vera scoperta!

La fioritura della lavanda a Sale San Giovanni

Piemonte: Monferrato & Alessandria

A circa un’ora di auto da Torino, Milano e Genova, anche il Monferrato e la provincia di Alessandria hanno brillantemente dimostrato che la coltivazione della lavanda non è più solo appannaggio dei paesi d’oltralpe ma anche nella nostra Italia è divenuto soprattutto negli ultimi anni un fattore economico oltre che una vera e propria attrattiva turistica.

A Castelletto d’Erro vi aspettano ben sette ettari di lavanda sapientemente coltivati dall’azienda di Anna Calviello che offrono un incantevole colpo d’occhio!

Il miglior punto panoramico per scattare una foto dall’alto? Sicuramente dalla Chiesetta di Sant’Anna che offre una vista completa sui campi, qui i ricordi di una bella giornata all’aria aperta di certo non mancheranno.

Fioritura della lavanda in Piemonte a Castelletto d'Erro

Un altro percorso da non perdere è quello della strada che collega i borghi di Lu e Cuccaro. Qui, proprio nel cuore del Monferrato è possibile ammirare le distese di lavanda da una prospettiva d’eccezione: le big bench! Le panchine giganti divenute simbolo celebre di questo territorio sono state apposte dai borghi di Cuccaro e Lu come omaggio alla bellezza della natura che nella lavanda trova una delle sue migliori espressioni. Per godere di questa bella passeggiata basta percorrere la stradina da Cuccaro, partendo dalla chiesetta della Madonna delle Nevi, imboccando la strada a destra e andando nella direzione di Lu.

Panchine-giganti-fioritura-lavanda-monferrato

Per chi come me è appassionato di lavanda a 360° e non vuole solo limitarsi ad ammirarla ma preferisce anche scoprire i segreti della coltivazione e della sua lavorazione, la meta ideale da segnarsi è il borgo di Spigno!

Alla cooperativa Agronatura si lavora con passione al processo di trasformazione completa della lavanda e su prenotazione è possibile visitarla e acquistare naturalmente olii essenziali e acque profumate di prima qualità.

Anche ad Alessandria è possibile trovare dei meravigliosi campi di lavanda presso l’Azienda agricola Cascina Ospedale che propone una visita diversa dal solito grazie ai laboratori didattici dove si possono vivere delle vere e proprie esperienze oltre alla “classica” passeggiata tra i campi. La proprietaria Franca assicura: una passeggiata qui cancella il mal di testa! 🙂 Alla Cascina Ospedale si coltiva sia la lavanda officinalis che può essere ammirata da metà maggio fino al venti giugno circa e sia la lavanda ibrida i cui tempi di fioritura spaziano invece da fine maggio a luglio.

Fioritura della lavanda Azienda Agricola Cascina Ospedale
Courtesy of Paolo Bernardotti Studio

Un altro percorso insolito per ammirare la lavanda in Italia è quello che porta al borgo di Giarole, a metà strada tra Valenza e Casale Monferrato. Qui l’azienda agricola Pavese ha inserito tra le sue coltivazioni la lavanda biologica offrendo un meraviglioso panorama sui campi che si snodano tra il torrente Grana, le colline e la valle.

Nella parte più orientale della provincia di Alessandria troviamo invece Viguzzolo dove in strada Castelletto si ha l’opportunità di trovarsi dinanzi ad una piccola seppur spettacolare veduta: su un declivio sinuoso si stagliano in un incredibile colpo d’occhio i campi della tenuta di Giancarlo Nossa un giardiniere appassionato che dal 2007 coltiva fragole e lavanda perché come dice lui non c’è niente di più bello dello svegliarsi al mattino e aprire le finestre sul blu!  Qui hanno trovato accoglienza anche le arnie di alcuni apicoltori affinché la natura possa fare il suo corso e la lavanda possa regalare un prezioso aiuto per l’ecosistema e non “soltanto” un panorama degno di nota.

Itinerari insoliti per ammirare la fioritura della lavanda in Italia

Lombardia: Godiasco – Oltrepo Pavese

Anche la Lombardia gode del suo angolo di Provenza nell’Oltrepo Pavese dove da qualche anno i campi di Godiasco Salice Terme sono diventati una meta molto ambita in occasione della fioritura della lavanda.

Campi di lavanda in Italia: ecco i più belli da Nord a Sud

Tra i migliori punti di osservazione per scattare delle belle foto abbiamo la Cascina Costanza che offre ai visitatori l’accesso al campo al costo di 5 euro o gratuitamente se si decide di trascorrere una giornata nella natura prenotando un tavolo presso il loro agriturismo. Non abbiamo avuto modo di pranzare qui, ma con la vista sui campi di lavanda deve essere davvero una bella esperienza.

Girovagando per la zona noterete anche molti campi privati naturalmente non accessibili al pubblico ma ugualmente belli da vedere seppur a distanza.

Dove vedere la lavanda in Italia

Sapevate che in Italia abbiamo anche il Museo della lavanda? Si trova a Carpasio, in Liguria, e la sua storia affonda le radici nel tempo: tutto nacque nel 1906 quando un gruppo di abitanti del posto creò la prima cooperativa italiana di coltivatori, raccoglitori e distillatori per la commercializzazione della lavanda.

Anche a Colle di Nava la lavanda è la protagonista dell’estate e di una festa ad hoc che ne celebra il raccolto a fine luglio.

Museo della lavanda a Carpasio in Liguria
Courtesy of Comune di Carpasio

Emilia Romagna: Casola Valsenio – Ravenna

Spostandoci in Emilia Romagna possiamo ammirare la lavanda anche nel Giardino delle Erbe del Comune di Casola Valsenio, situato in provincia di Ravenna. Qui vengono coltivate ben 22 varietà di lavanda a cui è dedicata anche una giornata e l’evento della Notte Viola in un tripudio di profumi, mercatini e street food lungo le vie del centro.

I campi di lavanda a Casola Valsenio in Emilia Romagna

Toscana: Maremma & Chianti

Anche nel cuore della Maremma possiamo imbatterci in un piccolo angolo che richiama i profumi della Provenza a Civitella Marittima, un paesino arroccato in collina che ogni anno regala scorci magnifici con vista sui campi di lavanda.

Spostandoci invece nel Chianti si possono ammirare i campi di lavanda anche nel comune di Castellina dove si coltivano bene nove tipi di lavanda!

Dove trovare i campi di Lavanda in Italia

Lazio: Tuscania – Viterbo

A circa un’ora e mezza da Roma, nel Viterbese, si può passeggiare trai filari di lavanda a Tuscania!

Ogni anno la Pro Loco di quella che nel territorio circostante è considerata la città per eccellenza della lavanda organizza anche una festa a tema con visite guidate e passeggiate al tramonto per coglierne tutte le sfumature.

Fioritura della Lavanda nel Lazio

Piccola chicca a poca distanza: se il vostro sogno è quello di vedere un’abbazia cistercense immersa nella lavanda come quella famosissima di Senanque in Provenza, allora impostate sul navigatore l’Abbazia di San Giusto e resterete ammaliati!

La fioritura della lavanda all'Abbazia di San Giusto - Tuscania
Courtesy of Abbazia di San Giusto

Calabria: Campotenese – Parco Nazionale del Pollino

Sebbene a causa del clima sia più difficile trovare i campi di lavanda nel sud Italia, in pochi sanno che in Calabria esiste un angolo di paradiso nella piana di Campotenese, nei pressi di Morano Calabro. 

Grazie alle amorevoli cure dei coniugi Rocco, il Parco della Lavanda nel Parco Nazionale del Pollino è una meta davvero imperdibile per assistere alla fioritura della lavanda nostrana.

Qui si può ammirare anche una varietà autoctona chiamata “Loricanda”, ma in questo angolo calabrese dall’anima provenzale si coltivano più di 50 specie differenti di lavanda insieme a numerose altre erbe officinali!

Rispetto ad altre zone d’Italia qui il periodo di fioritura dura fino alla prima decade di agosto 🙂

Parco della Lavanda a Campotenese

Infine una nota dolente…

Tra le altre località rinomate dell’Italia per la fioritura della lavanda fino a qualche anno fa c’era anche Venzone (UD), in Friuli Venezia Giulia. Il borgo godeva di una bella fama turistica proprio per la lavanda a cui era dedicato un intero palazzo destinato all’organizzazione di tour tra i campi e naturalmente alla vendita del prodotto finito.  Purtroppo nonostante la celebrità del posto e la visibilità ottenuta nel 2017 con il riconoscimento Il Borgo dei Borghi 2017 del Kilimangiaro,  il Palazzo della Lavanda ha chiuso i battenti nel 2018 ed è bene saperlo prima di mettersi in viaggio considerando che in rete molti siti ne parlano ancora come se fosse attivo 🙁

Prima di salutarci una curiosità: spesso si parla del costo elevato dell’olio essenziale di lavanda ma sapevate che per ottenere una boccetta da dieci millilitri occorrono circa due chili di lavanda pari a cinque metri quadrati di coltura?!

Il viola è nato un giorno di primavera in un campo di lavanda. Deve aver cercato a lungo un luogo come questo dove i filari vanno dritti verso l’orizzonte come se fossero invitati a un ballo con l’infinito.
Fabrizio Caramagna

Lago Maggiore

Funivia del Mottarone: panorama mozzafiato sul Lago Maggiore

Funivia-mottarone-stresa-lago-maggiore

Il Lago Maggiore è una di quelle destinazioni che non stanca mai.

Con l’arrivo della primavera e dell’estate ritorna inevitabilmente la voglia di organizzare una gita fuoriporta, per cui se siete in cerca di idee ecco una destinazione da non perdervi a poca distanza da Milano: la Funivia del Mottarone a Stresa!

Partiamo dal presupposto che se non ci siete mai stati, Stresa è una deliziosa località sul Lago Maggiore perfetta per una passeggiata rilassante. Tra le viuzze del centro storico e il panorama del lungolago con vista sulle Isole Borromee, Stresa è un gioiellino che ogni anno richiama tantissimi turisti, in particolar modo dall’estero, perciò se vi state chiedendo cosa vedere a Stresa date un’occhiata al nostro blog post 🙂

Una volta arrivati a Stresa, avrete inoltre un ventaglio di proposte per trascorrere la giornata all’insegna della natura e di meravigliosi panorami sul Lago: da qui partono infatti sia i tour per le Isole Borromee che la funivia che arriva in cima al Mottarone. In questo blog post scopriamo nei dettagli quest’ultimo itinerario all’insegna delle bellezze del Lago Maggiore 🙂

Funivia Stresa Mottarone: una delle viste panoramiche più belle del Lago Maggiore

Questo viaggio che è un mix di funivia e seggiovia ha inizio al piazzale Lido di Stresa, dove dopo un breve passaggio in biglietteria inizia subito la salita verso la prima stazione che è quella di Alpino ad 803 metri sul livello del mare.

Pochissimi minuti dopo la partenza inizia lo spettacolo: dalla cabina della funivia la vista sul Lago Maggiore e sulle Isole Borromee è davvero mozzafiato e permette di ammirarle da una prospettiva davvero unica.

Isole Borromee: la vista dalla Funivia del Mottarone

Da qui si procede per la seconda tratta in funivia con destinazione Mottarone a 1.385 metri sul livello del mare. Arrivati qui verso le 14, ne abbiamo approfittato per fare una prima sosta e degustare un buon pranzo a base di formaggi locali e prodotti tipici presso il Ristorante Eden situato proprio a pochissimi passi dalla stazione della funivia.

A questo punto si procede per la vetta ed è ora di salire sulla seggiovia: il tratto è breve e dura pochi minuti, ma la pendenza c’è e si nota, per cui bisogna tenerlo in considerazione se si soffre di vertigini. In ogni caso lo “sforzo” viene ampiamente ripagato, il panorama da qui è eccezionale e sembra di toccare le isole con un dito!

La Seggiovia che conduce alla vetta del Monte Mottarone

Al termine del percorso si arriva alla stazione “Mottarone Top panorama” situata a 1491 metri sul livello del mare e già il nome lascia immaginare il panorama che ci troveremo di fronte di lì a poco!

Funivia del Mottarone: il panorama dei sette laghi dalla cima

Da quassù la vista è a 360° sui sette Laghi (Maggiore, Orta, Varese, Monate, Comabbio e Biandronno) e sulle cime delle Alpi circostanti tra cui il Monte Rosa e il Monviso, il blu intenso del lago si contrappone al verde della fitta vegetazione creando un contrasto cromatico unico.

Costo Funivia del Mottarone

In cima potrete approfittarne per bere qualcosa di fronte ad un panorama d’eccezione, prendetevi un po’ di tempo per ammirare al meglio tutto questo e godere dell’effetto rilassante che solo la natura sa regalare!

Funivia Stresa Mottarone: prezzi e orari

La prima corsa in funivia del mattino è alle 9.30 con una frequenza media di una corsa ogni 20 minuti circa. Il percorso in funivia/seggiovia dura circa mezz’ora e il biglietto ha un costo di 20 euro a persona per andata e ritorno. 

Mottarone come arrivare in auto

Se la funivia non fa per voi, la cima del Mottarone è naturalmente raggiungibile anche in auto seguendo le indicazioni per l’Autostrada dei Laghi A8 in direzione Gravellona Toce. L’uscita da prendere è quella di Carpugnino proseguendo in direzione Gignese-Mottarone. A quel punto, basta seguire le indicazioni per la strada panoramica “Borromea” e proseguire per 2km. Trattandosi di una strada privata, è previsto il pagamento di un pedaggio di 10 euro.

Alpyland: al Mottarone il divertimento è assicurato con la discesa in bob a picco sul Lago Maggiore

Se invece siete tipi più avventurosi, la cima del Mottarone accontenta anche le vostre esigenze con Alpyland, l’incredibile pista di bob a rotaia a picco sul lago Maggiore per vivere 1200 metri di pura adrenalina! Il divertimento è assicurato per tutti e possono salirci anche i bimbi perché la velocità in discesa del bob viene decisa dal passeggero che può azionare il freno in qualsiasi momento a seconda delle proprie esigenze 🙂

Alpyland: bob su rotaia a picco sul Lago Maggiore
Courtesy of Alpyland

Alpyland Mottarone: i prezzi – Il costo di una corsa singola in slittovia è di 6 euro per gli adulti e 4 euro per i bambini.

Come arrivare ad Alpyland – Oltre alla salita in funivia/seggiovia, Alpyland è raggiungibile anche in auto seguendo le indicazioni per la strada a pedaggio “Borromea” di cui abbiamo parlato sopra 🙂

Insomma come avrete visto da questo blog post, una gita al Monte Mottarone accontenta proprio tutti sia che si cerchi un po’ di relax sia che si voglia spezzare la routine con un’esperienza davvero diversa dal solito come quella di Alpyland!

Alpyland: divertimento assicurato a bordo dei bob

Itinerari italianiLago di Como

Cosa vedere sul Lago di Como: i giardini di Villa Carlotta

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Voglia di una gita fuoriporta? Se vi state chiedendo cosa vedere sul Lago di Como, le risposte possono essere davvero tante! Abbiamo perso il conto di quante volte ci siamo stati, eppure la bellezza dei suoi paesaggi ci permette di trovare sempre nuove mete da visitare. 🙂

Dopo avervi raccontato il fascino incredibile di Villa del Balbianello, il gioiello del FAI, e la vista panoramica sul lago che si può ammirare dalla funivia di Argegno-Pigra, oggi vi portiamo alla scoperta di Villa Carlotta, tra le più belle e conosciute del Lago di Como!

Villa Carlotta: orari, biglietti e come arrivare

Villa Carlotta: la storia 

La storia di Villa Carlotta affonda le sue radici nel Seicento quando fu costruita proprio sulle sponde del lago per volere dei marchesi Clerici di Milano. Connotata da uno stile sobrio e da un meraviglioso giardino di ben 70.000 mq, la Villa ha subito diversi cambiamenti nel corso del tempo e a seconda dei diversi proprietari, senza mai perdere il suo fascino.

Nel 1801 fu Giovanni Battista Sommariva ad acquisirne la proprietà e proprio alla sua passione per l’arte dobbiamo la possibilità di ammirare oggi nel Museo della Villa alcune importanti opere di Antonio Canova e Berthel Thorvaldsen.

Un nuovo cambio di proprietà avvenne nel 1843, quando la villa fu venduta alla principessa Marianna di Prussia che a sua volta la donò alla figlia Carlotta in occasione delle nozze con il duca Giorgio II di Sassonia-Meiningen. Negli a seguire la villa subì diversi cambiamenti con il rinnovo di arredi e decorazioni a seconda dei gusti dei rispettivi proprietari: ancora oggi, al secondo piano della Villa, è possibile ammirare gli arredi originali! Purtroppo al momento è possibile visitare solo il primo piano che ospita il Museo.

Il Giardino Botanico di Villa Carlotta 

Gli appassionati di piante e fiori resteranno sbalorditi dalla bellezze dei giardini di Villa Carlotta!

In primavera lo scenario si arricchisce grazie alla meravigliosa fioritura di azalee e rododendri, mentre in estate le vere protagoniste sono le ortensie e le rose in tante diverse sfumature.

Un tripudio di colori dato da ben 799 specie e varietà di piante, 1012 alberi, 202 rose, 395 camelie, 254 rododendri arbustivi con azalee, 51 aiuole fiorite…solo per darvi qualche numero!

La scalinata seicentesca che rappresenta un po’ l’emblema della Villa, racchiude cinque terrazze decorate da splendide aiuole e fontane dove troviamo anche i profumatissimi tunnel degli agrumi!

I tunnel degli agrumi a Villa Carlotta

Inutile dire il giardino all’italiana sapientemente curato tra siepi, fontane, statue e giochi d’acqua merita da solo una visita a Villa Carlotta.

I giardini sono così grandi che sembra quasi di essere in un bosco e questa sensazione viene accentuata ulteriormente visitando il bosco dei rododendri, un fitto intrico tronchi, foglie e fiori dove la natura offre il meglio di sé in un’atmosfera tranquilla e dal clima fresco anche in piena estate.

Oggi è possibile sostenere la bellezza di questo luogo unico adottando una delle piante presenti nei giardini di Villa Carlotta. Il lungo stop causato dal lockdown ha creato delle inevitabili difficoltà per la cura e la gestione di una tenuta che in tempi normali viene sostenuta solo dalla vendita dei biglietti di ingresso.

Per questo motivo, l’Ente Villa Carlotta ha deciso di attribuito un valore simbolico a quasi 300 piante del giardino botanico lanciando l’iniziativa “Adotta una pianta, salva la bellezza”! 

La donazione dura un anno e la pianta scelta verrà intitolata a chi avrà deciso di contribuire a questa bella causa: tra glicini, magnolie, platani, aiuole e molto altro ancora, chiunque può trovare la pianta dei propri sogni 🙂

Villa Carlotta: come prenotare la visita ai giardini

Il Museo di Villa Carlotta 

Il biglietto per accedere al Giardino botanico comprende anche la visita al Museo che si articola su due piani: al piano terra troviamo alcune delle opere d’arte risalenti alla collezione originale della villa, mentre al secondo piano (attualmente non visitabile) troviamo le stanze private della principessa Carlotta.

Il punto forte è dato però dalle sale al piano terra: in pochi sanno che oltre ad offrire un’eccezionale vista sul lago, ospitano opere di rilievo come “Amore e Psiche” di Canova e “l’Ultimo bacio dato a Giulietta da Romeo” di Francesco Hayez!

Amore e Psiche di Canova a Villa Carlotta sul Lago di Como

Appena entrati si accede subito al monumentale Salone dei Marmi, ma ciascun ambiente racconta con colori diversi opere straordinarie, tra cui la Musa Tersicore e la Maddalena penitente, entrambe di Antonio Canova.

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La Maddalena Penitente di Antonio Canova a Villa Carlotta

È necessario prenotare in anticipo per visitare Villa Carlotta?

Per motivi legati alle norme di prevenzione del covid-19, l’accesso alla Villa è possibile solo su prenotazione online acquistando i biglietti direttamente dal sito e scegliendo la fascia oraria più comoda per le proprie esigenze.

Villa Carlotta: visita, biglietti e orari 

Il biglietto che include la visita ai giardini e al museo costa 12 euro ed è acquistabile solo online.

Gli accessi sono contingentati e gli orari di ingresso sono scaglionati di 20 minuti.

La visita è assolutamente sicura e all’interno dei giardini sono stati studiati percorsi appositi che non consentono ai visitatori di incontrarsi, a garanzia del rispetto delle misure di distanziamento sociale.

Villa Carlotta è aperta tutti i giorni dalle 14.00 alle 17.30 da lunedì al venerdì (il museo chiude alle 17.00); il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 18.30 (il museo chiude alle 18.00).

Villa Carlotta: come arrivare e dove parcheggiare 

Se vi state chiedendo come raggiungere Villa Carlotta, avete a vostra disposizione diverse opportunità:

IN AUTO

Villa Carlotta si trova in Via Regina, 2 – 22016 Tremezzina, Loc. Tremezzo, Como.

Per chi arriva da Milano: Autostrada A9 Milano-Laghi uscita Lago di Como, quindi strada statale 340 per Menaggio.

Nei pressi della villa ci sono alcuni parcheggi pubblici sia gratuiti che a pagamento. Nelle giornate di maggior affluenza, potrebbe risultare difficile parcheggiare in strada, ma a poca distanza  potrete lasciare l’auto presso l’Autosilo Villa Mainona in via Peduzzi a Tremezzina.

IN TRENO/BATTELLO

Per chi arriva in treno ci sono altrettante opportunità per raggiungere comodamente Villa Carlotta e godersi al tempo stesso un viaggio panoramico in battello:

  • tratta Milano Centrale – Tirano o Sondrio con fermata a Varenna Esino, da qui si può proseguire con la Navigazione Lago di Como scegliendo la tratta Tremezzo/Villa Carlotta

IN AUTOBUS

Villa Carlotta è raggiungibile anche in autobus: una volta arrivati a Como prendete la linea C10 Como – Menaggio – Colico delle Asf Autolinee e scendete alla fermata Tremezzo – Villa Carlotta.

Villa Carlotta: dove mangiare 

Last but not least….per chi come noi vuole godersi il più possibile la tranquillità e il panorama di Villa Carlotta, a disposizione degli ospiti c’è la possibilità di fermarsi per un pranzo vista lago “All’antica serra” 🙂

Piatti semplici e veloci ma ugualmente gustosi per una pausa ristoro all’insegna del relax!

Dove mangiare a Villa Carlotta: Il pranzo all'Antica Serra